Convegno Nazionale di Storia della Farmacia
Fabriano 28-30 ottobre 2005

Antica e solenne
Quattro generazioni di farmacisti

Il fondatore Francesco Irolla La Farmacia Irolla di Piano di Sorrento fu fondata nel 1898 da mio nonno, Francesco Saverio Irolla.
L'anno della fondazione Da allora è stata sempre gestita da un Irolla: prima Michele, mio padre; poi io, Francesco Saverio, che porto lo stesso nome di mio nonno. E ora vi lavora la quarta generazione: le mie figlie Rita e Serena. Nel frattempo posso già sperare che vi sarà una quinta generazione, perché tra i nipoti c’è chi è intenzionato a seguire la stessa professione.
Cartina del Golfo di Napoli Piano di Sorrento è una cittadina della Costiera sorrentina, piccola ma da sempre economicamente e culturalmente vivace; ha svolto e svolge ancora il ruolo di centro commerciale di tutto il circondario che trae la sua ricchezze dalle attività agricole specializzate, dal turismo e dalla navigazione.

panorama dai colliL’abitato di Piano è quello al centro tra Meta (a destra) e Sant’agnello (sulla sinistra).
Un tempo era la cultura del gelso e del baco da seta che dava vita ad una fiorente attività di filatoi; in seguito sono prevalse altre coltivazioni: la noce sorrentina, l’olio ed infine gli agrumi, nell’ Ottocento esportati in grande quantità in America e oggi usati per la produzione del “limoncello”.
Oggi questo ruolo commerciale è svolto a favore della grande concentrazione di attività alberghiere e turistiche sorte nel comprensorio sorrentino negli ultimi 50 anni a seguito dello sviluppo di un intenso turismo di massa.
Marina di Cassano Ma l’economia del Piano è ed è stata caratterizzata specialmente dalla presenza di una fiorente marineria mercantile, cantieristica e armatoriale, attiva da oltre tre secoli, seconda - in Italia - solo a Chiavari e Genova. Sicuramente molti ricordano ancora la potenza economica della Flotta Lauro e del suo fondatore Achille, la cui casa natale è vicina alla nostra Farmacia; ed ancora oggi la Msc (Mediterranean Shipping Company) di Gianluigi Aponte che, con circa 300 navi, è una della più grandi imprese marittime del mondo, e che ha proprio a Piano due delle sue sedi operative.
Francesco Irolla Francesco Saverio, mio nonno, era nato l’8 marzo 1867, unico in famiglia a studiare, e si laureò in farmacia all’Università di Napoli il 20 luglio 1897.
Facciata esterna La moglie, Elisa Maresca, aveva conseguito il diploma di ostetrica presso la stessa università l’8 ottobre 1889. In famiglia raccontavano che avrebbe assistito una partoriente della famiglia reale russa che trascorreva l’estate a Sorrento, all’Hotel Vittoria o al Tramontano.
Un anno dopo la laurea, Francesco Saverio apre la farmacia, in via San Michele, la strada che porta all’omonima basilica di San MicheleChiesa di San Michele, l’antico centro religioso del Piano che per tre secoli dal ‘500 al 700’ è stato il centro della vita politica del Piano in opposizione all’aristocratica Sorrento.

La nuova e prestigiosa farmacia è frequentata da borghesi e professionisti e per decorarla venne dato l’incarico ad un famoso mastro intagliatore: Giovanni Massa.

Forse non è inutile ricordare che ancora oggi a Sorrento e dintorni vi sono centinaia di piccole aziende e laboratori artigianali di intarsio di legno: una tradizione che risale sicuramente all’Ottocento, consolidata da una buona scuola d’arte e favorita dal turismo internazionale che - a partire dall’epoca del Gran Tour - ha diffuso la richiesta di questi prodotti.

Invece fino alla seconda guerra mondiale c’erano anche molti artigiani intagliatori che producevano mobilio per la borghesia del posto e per i numerosi villeggianti napoletani.
Tante erano tra Meta e Piano le botteghe artigianali che servivano questa ricca committenza e tra essi si sono distinti dei veri e propri maestri.
Giovanni Massa con la 2° moglie e la figlia Giovanni Massa, detto Pissi-Pissi, è uno di questi falegnami-intagliatori, forse il più famoso.
Nato e vissuto a Piano di Sorrento tra il 1860 e il 1942, aveva il laboratorio non lontano dalla farmacia, alla 2ª Traversa San Michele.
Aiuta a spiegare la qualità dei suoi lavori la notizia che da giovane aveva studiato disegno tecnico ed ornato presso lo studio del prof. Antonino Maresca, pittore di ritratti e successivamente fotografo.
In oltre sessant'anni di attività progettò, disegnò e realizzò opere di falegnameria finemente lavorate nei vari stili dell'epoca: francese, pompeiano e comunque a seconda della richiesta, in qualsiasi altra foggia.
Negli intagli del Massa figura una ricca simbologia fatta di elementi naturali e mitologici. Serti di fiori, frutti e cornucopie; capitelli, dorici e corinzi, e maschere grottesche che impreziosiscono sia il mobilio delle ricche case private che gli arredi degli studi professionali (notai, medici, ecc.) e dei locali pubblici (chiese, banche, uffici e farmacie).

I suoi lavori sono ancora oggi presenti in molte case della nobiltà e dell'alta borghesia napoletana e sorrentina.
In Penisola sorrentina ebbe tra i suoi clienti il romanziere americano Francis Marion Crawford. Per la sua villa in costiera realizzò moltissimi pezzi del prezioso mobilio, le porte intagliate sui vari piani ed i rivestimenti dell'ingresso e del salotto al piano terra.

A Sant'Agnello, nella chiesa dell' Annunziata del rione Angri, si conservano il solido tamburo d’entrata con colonne doriche di noce massiccio e il palchetto dell'organo con la balaustra.

Nella chiesa di Santa Maria del Lauro di Meta vi sono alcune porte ed un inginocchiatoio opera sua.
altare laterale chiesa di S. Teresa A Piano di Sorrento arreda la farmacia Irolla e, nella chiesa di Santa Teresa, la ricca bacheca del Bambinello sull'altare maggiore.

A Sorrento il Museo Bottàga della Tarsia lignea espone una bella camera da letto; altre camere furono fatte per tante famiglie della costiera, ma che ora sono divise nelle case gli eredi.

Fra l’altro è opera sua il grande crocifisso ligneo antistante la cappella di San Vito e forse lo era anche quello di oltre due metri nella cappellina-edicola di via Tordara a Sant’Agnello, trafugato anni fa.

Questi sono solo alcuni esempi della sua produzione che meriterebbe una ricerca più accurata ed estesa in grado di catalogare molte altre sue opere e metterne in luce il valore artistico e culturale.

Interno - vista d'insieme La farmacia Irolla costituisce, forse, l’unico esempio di un lavoro di Giovanni Massa ancora integro nella sua originaria composizione e vocazione:

Passiamo ora alla descrizione dell’arredo della farmacia: La data di fondazione - all'ingresso
Anche l’architrave e le pareti laterali della porta d’ingresso sono decorate: a destra in basso, sull’interno della parete, c’è incisa la data di fondazione.

Architrave dell'ingresso - puttini con l'ossigeno Invece il pannello in legno con la scena degli angioletti che recano le otri con l’ossigeno non sono opera di Giovanni Massa, dovrebbe essere opera o di Francesco Grandi o del suo collaboratore, Arturo Guidi.
Il primo, artista di origini sarde, fondò intorno al 1890 l’Istituto d’Arte di Sorrento; il secondo, originario di Siena, fu un docente di plastica ornamentale nello stesso istituto.
Interno - altra vista d'insieme I mobili all’interno sono di fine Ottocento e sono tutti opera di Giovanni Massa; sono in legno di noce massello, scuro, ovviamente di noce sorrentino.
La farmacia è aperta al pubblico e il mobilio è continuamente usato, eppure si mantiene in buone condizioni.
ritratto di GalenoEntrando ci si trova davanti il banco di vendita e la stigliatura con vetrine dietro.
II banco di vendita, ornato da cornici intarsiate e da una serie di capitelli, è strutturato in tre sezioni divise da colonnine.
A destra un medaglione con l'immagine di Ippocrate scolpita nel legno, a sinistra un identico medaglione che raffigura Galeno. 

Bancone - pannello centrale attrezzi
Bancone e armadio centrale
La cimasa con S. Michele
Armadio di destra
Medaglione stiglio a sinistra: il malato
Vetreria - i vasi in alto sono originali Ginori
Cassa
Cassa - parte superiore
Cassa - capitello

Portale San MicheleLa parte centrale, invece, ha inciso un ovale con strumenti farmaceutici tipici: il vaso, il mortaio e l'alambicco.

L’armadio dietro il banco è a tre sezioni con vetrine, come anche i due armadi laterali; ma a differenza degli altri è sormontato da un grande medaglione che raffigura l'arcangelo San Michele (protettore della città) che lotta con il diavolo.

Puttini di San MicheleIl medaglione ovale è sorretto da puttini scolpiti sempre dello stesso legno, simili a quelli che ornano la balaustra della chiesa di San Michele a Piano, attribuiti alla scuola del Bernini.

Sull’ornamento ligneo, poi, sono incisi i nomi degli scienziati scopritori dei principi basilari della chimica moderna: Gay Lussac, Dalton, Mitsckerlic, Berthelot.
Armadio di sinistra

L'ornamento della stigliatura è completato in alto, ai lati del medaglione, da due anfore in legno scolpite con spighe di grano e frutti vari.

Anche le altre due stigliature laterali sono sormontate da anfore simili.

Medaglione stiglio a destra: il gallo e la scrittaPoi quella a destra reca nel pannello centrale un medaglione con un’incisione di un gallo con questa frase scolpita: «Gallus viperae scientia mali insidias fugat» (Come il gallo mette in fuga la vipera, così la scienza allontana le insidie del male).

Quello a sinistra, invece, raffigura altri strumenti da farmacia, un paziente che mostra la lingua e il caduceo.
un vaso più moderno
Nelle due bacheche alle pareti, ai lati della stigliatura dietro il banco, oltre a vari vasi e contenitori di vetro, vi sono barattoli e vasi originali Ginori, del primo Novecento in perfetto stato di conservazione.

Cassa- riquadro superiore La cassa, almeno a questo era adibita prima, ora viene usata come scrittoio, è forse il mobile più interessante di Giovanni Massa: adornata nella parte superiore da un pannello con intarsi floreali e puttini e al centro un blasone, forse della famiglia Irolla.

Cassa - Italia turrita e leone Nel pannello anteriore c’è un grande bassorilievo raffigurante l'Italia Turrita con un leone (probabilmente il leone curato da San Girolamo?) e le insegne sabaude.



Il quadro di PappadàAlla parete, poi, c’è un quadro, opera del pittore Luigi Oronzo Pappadà, che ritrae il fondatore Francesco Saverio Irolla nella farmacia.
E’ dello stesso pittore il ritratto è di mio nonno che abbiamo visto all’inizio.
L’artista, originario di Ostuni, vissuto a Meta dal 1921 al 1930, docente di calligrafia all’Istituto nautico di Piano, in zona è conosciuto anche per il progetto dei monumenti ai caduti di Meta e di Vico, per i ritratti di alcuni arcivescovi sorrentini, di un podestà, di marittimi e benestanti di Meta, Vico, Sorrento e Napoli

La farmacia Irolla e il cinemaLina Wertmuller e il suo castA riprova dell’attrattiva che esercita sulle persone più diverse, ultimamente la regista Lina Wertmuller ha voluto giravi alcune scene di un film non ancora uscito (il titolo provvisorio – mi sembra – fosse “La villa dei gerani”).

Foto by Salvir

 
 
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